ELENA D'AMBROS. QUARTA STAGIONE IN ANTHEA! - Anthea Vicenza

ELENA D’AMBROS. QUARTA STAGIONE IN ANTHEA!


8 luglio 2020

Una certezza in casa Anthea è sicuramente Elena D’Ambros, che si appresta ad iniziare la sua quarta stagione vicentina.

L’ha sentita ovviamente il nostro Stefano Campana. Ecco l’intervista.

Ciao Elena e bentornata! Dopo l’arrivo a Vicenza nel 2017 sarai alla 4a esperienza come
libero della squadra. Sei a tutti gli effetti una “veterana” in Anthea Volley Vicenza.
Ormai la riconferma non sarà nemmeno più una grande emozione per te … o no?

Proprio così.. Si può dire che sia una veterana di Anthea Vicenza  ma questo non vuol dire
che non ci sia stata emozione. Non è mai scontato essere una riconferma. Specialmente per
4 anni consecutivi e questo mi rende molto felice.


 Non vogliamo “spoilerare” nulla ai tifosi di Anthea Vicenza ma la squadra che
stiamo pezzo per pezzo presentando pare avere le carte in regola per puntare molto in
alto. Cosa ti aspetti da questa quarta stagione sul parquet del Palasport di Via Goldoni
e cosa ti ha chiesto coach Chiappini?

La prima cosa che mi aspetto da questa stagione è innanzi tutto il riuscire a portarla a termine.
In secondo luogo, senza anticipare nulla, conosco diverse delle giocatrici che faranno parte
del roster di questa stagione e devo dire che quest’anno ci sarà da divertirsi… dentro e fuori
dal campo. Ma soprattutto faremo divertire!! Luca è un allenatore con una mentalità
vincente. Farà di tutto per prepararci sia tecnicamente che mentalmente al massimo. E se la
mela non cade lontana dall’albero…


Dal tuo esordio in B1 a soli 15 anni con il San Donà non hai mai fatto 4 anni di seguito
nella stessa squadra e nella stessa città. Possiamo dire che stai diventando un po’
“vicentina” e che con l’Anthea Vicenza è scattato un feeling particolare?

Ho sposato il progetto Anthea Vicenza ancora prima che venisse acquistata la
categoria di B1. Io ho dato fiducia alla società e loro ne hanno data a me. Oggi come oggi
purtroppo non è facile trovare società solide come Anthea. Specialmente nella nostra
categoria. Professionalità, serietà e disponibilità sono qualità rare. Ormai qui mi sento a casa,
in famiglia direi… insieme allo staff che è con me dal primo anno con i quali ho condiviso gioie
e anche qualche lacrima.


Parliamo ora della Dott.ssa D’Ambros. Della tua vita fuori dal campo cosa ci vuoi
raccontare?

Diciamo che della mia vita non c’è molto da raccontare. Sono una giocatrice e una lavoratrice.
Esco alle 8 per andare a lavorare con il borsone pronto in macchina e rientro alle 23 dopo
allenamento. Non ho molto tempo per me ma lo dedico a fare ciò che più mi piace: giocare e
pallavolo e fare l’audioprotesista. Credo che nella vita non ci sia nulla di più bello e gratificante
che fare ciò che piace. E devo dire che sono stata molto fortunata. Sono riuscita nel mio
intento di far conciliare la pallavolo con il resto: la mia più grande passione da quando sono
piccola è lo studio, che mi ha portata a fare un lavoro che mi da enormi soddisfazioni.


Come alle tue colleghe chiediamo anche a te 3 aggettivi che ti rappresentano, in campo
e fuori.

Solare, socievole, perseverante

 L’ultima domanda non può non riguardare il periodo fin troppo “particolare” che
abbiamo tutti vissuto da marzo in poi. La pallavolo ti ha accompagnato anche nei
momenti di forzato isolamento? Ti aspetti una stagione diversa?

Devo dire che da quando gioco a pallavolo non ero mai stata più di 3 mesi lontano dal campo.
Ho sfruttato però questa situazione per passare un po’ di tempo con la mia famiglia. Tra lavoro
e sport non mi era mai capitato di poter passare così tanto tempo con i miei affetti più stretti.
Sarà sicuramente una stagione diversa. Un inizio campionato tardivo con probabili restrizioni
e regole da rispettare, la paura che da un giorno all’altro tutto possa nuovamente fermarsi.
Speriamo non succeda… anche perché molti atleti vivono di sport. Noi però entreremo in
palestra con la stessa passione e voglia di sempre. Forse ancora più grande, con voglia di
riprendere ciò che a marzo ci è stato strappato.

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