BENTORNATA SIMONA - Anthea Vicenza

BENTORNATA SIMONA


6 luglio 2020

Una conferma attesa e particolarmente gradita quella di Simona Marini, annunciata nei giorni scorsi come primo palleggio della squadra di Chiappini.

Il nostro Stefano Campana l’ha intervistata qualche ora dopo l’annuncio.

Buongiorno Simona e bentornata al Volley Vicenza. Sono bastate un pugno di partite
giocate tra gennaio e febbraio per guadagnarti il posto di primo palleggio. Ora è
arrivata la conferma anche per la stagione 2020-2021.

Quando sono arrivata, a gennaio, ho trovato un gruppo accogliente con molta voglia di
riscatto. Interrompere il campionato in quella fase è stato un vero peccato: sono sicura che
ci saremmo potute togliere molte soddisfazioni e raggiungere la salvezza. Ora mi entusiasma
l’idea di poter ripartire insieme, per questo la conferma a Vicenza è stato un piacevole stimolo
che ha reso un periodo così amaro un po’ più dolce!
Oltretutto ritroverò coach Luca Chiappini che credo sia la persona di cui ho bisogno per poter
crescere di qualità nel mio ruolo. Nel poco tempo avuto a disposizione ho conosciuto una
persona preparata e disponibile.


Una domanda che abbiamo già fatto e che faremo a tutte le tue compagne. Quali sono
le tue aspettative per la nuova stagione?

Credo ci siano tutte le premesse per lavorare bene in palestra e crescere. Come ho già
espresso in passato, ogni partita è a sè e da ognuna va sempre pretesa l’intera posta in palio.
È stimolante pensare di potersi trovare a lottare per qualcosa di importante: essere ambiziosi
è un aspetto che conta per uno sportivo ma nel concreto si deve manifestare con umiltà e
dedizione.


 Sarai tra le giocatrici più giovani in campo e per di più in un ruolo delicato. Cosa pensi
di saper già fare bene e in cosa secondo te devi migliorare nel tuo sviluppo tecnico?

Sono consapevole dell’importanza del mio ruolo e per questo lo assumo con responsabilità.
Ho vissuto da centrale la prima parte del percorso giovanile (alla Foppapedretti Bergamo)
per poi ritrovarmi a cambiare ruolo e ad immergermi in quella che per me era una nuova
prospettiva di gioco. ho imparato con il tempo ad apprezzare questo ruolo. Ho avuto la
fortuna di poter crescere in un settore giovanile importante che mi ha dato la possibilità di
formarmi come atleta sia a livello tecnico che umano. Uscita dal percorso giovanile, ho invece
intrapreso strade che mi hanno permesso di scoprirmi con nuove consapevolezze. Gli anni
in B2 a Lurano e a Brembo hanno preceduto l’esperienza triennale di Ospitaletto in B1.
Quest’ultima mi ha dato tante soddisfazioni ed è stata sicuramente una tappa importante per
me. Nonostante l’età, credo quindi di aver maturato esperienze che posso riportare in campo
come risorse. Sicuramente Vicenza sarà un’altra occasione di crescita per arricchire il mio
percorso.


 I tifosi di Vicenza non hanno avuto molto tempo per familiarizzare con te prima della
brusca ed inattesa interruzione dell’attività. Cosa ci vuoi rivelare per farti meglio
conoscere?

Avevo già confessato di avere una passione per la psicologia e di aver intrapreso il relativo
percorso di studi. Mi piace molto leggere, anche se in realtà lo studio mi “obbliga” a non
avere molto tempo per scegliere altri libri. Mi piace seguire le squadre della mia città e dedico
il mio tempo libero ai miei affetti


 Altra domanda che faremo anche alle tue compagne. Il 15 febbraio hai giocato la tua
ultima partita ufficiale poi la pallavolo, come tutto il resto, si è fermata. Ora che sta
passando il periodo difficile, puoi fare un bilancio di questi mesi “in gabbia” senza il
volley?

La fine anticipata della scorsa stagione mi ha lasciato il dispiacere di interrompere un
percorso appena iniziato e che si preannunciava in crescita. Tra l’altro, non avendo disputato
gare nella prima parte della stagione, l’approdo a Vicenza sapeva di liberazione da un
periodo di sola preparazione e attesa. Forse ho patito di meno la sospensione del
campionato per il fatto di essermi “allenata all’attesa” in un periodo precedente, che dal canto
suo ha accresciuto il mio modo di “pazientare attivamente” e cogliere gli aspetti positivi di un
evento inaspettato. Sicuramente questo evento è stato più devastante e doloroso, soprattutto
per la mia città, divenuta centro della pandemia. Per questo, salutare momentaneamente i
campi da gioco è stato un atto di responsabilità. Ora la voglia e il desiderio di tornare in
palestra e lavorare insieme alle compagne si fanno molto sentire. Per non trovarmi
impreparata al rientro, per tutto il periodo di fermo per l’emergenza, ho svolto esercizi in casa,
disturbando i vicini nei 200metri del cortile condominiale per svolgere i lavori aerobici

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